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IL TESTAMENTO PUBBLICO

Il testamento pubblico è un atto appunto “pubblico” e come tale va sempre redatto alla presenza di un notaio ma anche di due testimoni. In pratica non vi sono differenze tra il testamento pubblico e olografo o segreto. Il testatore ha sempre diritto di destinare le proprie risorse ed in tutta libertà con i soli limiti previsti dalla legge.

La differenza tra un testamento pubblico ed uno olografo possono essere di carattere formale, in quanto quello pubblico non va scritto ad esempio di proprio pugno dal testatore ma dal notaio, non va nemmeno scritto a mano ma può essere scritto a macchina, computer ecc. Va scritto in lingua italiana e nel caso il testatore parli altra lingua è necessario l’ interprete che traduca le ultime volontà del testatore.

Ancora nel caso di persona che parli altra lingua vanno stilate due compie di testamento pubblico; una in italiano e una nella lingua del testatore. Tutte le copie vanno firmate dal testatore, dal notaio, dai testimoni e dall’ eventuale interprete.

Art. 603 Codice Civile

“Il testamento pubblico è ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni. Il testatore, in presenza dei testimoni, dichiara al notaio la sua volontà, la quale è ridotta in scritto a cura del notaio stesso. Questi da lettura del testamento al testatore in presenza dei testimoni. Di ciascuna di tali formalità è fatta menzione nel testamento. Il testamento deve indicare il luogo, la data del ricevimento e l’ ora della sottoscrizione, ed essere sottoscritto dal testatore, dai testimoni e dal notaio. Se il testatore non può scrivere e può farlo solo con grave difficoltà, deve dichiararne la causa, e il notaio deve menzionare questa dichiarazione prima della lettura dell’ atto. Per il testamento del muto, sordo o sordomuto si osservano le norme stabilite dalla legge notarile per gli atti pubblici di queste persone. Qualora il testatore sia incapace anche di leggere, devono intervenire quattro testimoni”.

L’ elemento che fa la differenza tra il testamento olografo e quello pubblico è il fatto che quest’ ultimo può essere fatto anche da persone che non sanno o non possono scrivere e che quindi non potrebbero stilare un testamento olografo.

Come riportato dall’ art. 603 del codice civile se il notaio si trova in presenza di persone che non sanno o non possono scrivere il notaio deve menzionare il fatto sul documento testametario indicando la causa che impedisce al testatore di scrivere. Se infine il testatore si esprime col linguaggio dei muti è necessaria la presenza di un interprete del linguaggio.

come comportarsi nel caso si voglia fare testamento pubblico

Il testatore una volta scelti i testimoni e se è il caso l’ interprete deve recarsi presso il notaio (se il testatore non può muiversi perché infermo sarà il notaio che andrà da lui) per dichiarare le sue ultime volontà. Il notaio trascrive le volontà su carta legale e leggerà ad alta voce ed in presenza di tutti gli intervenuti quanto dichiarato dal testatore.

Se il testatore conferma si passerà alle firme. Se il testatore non può firmare il notaio ne indicherà la causa nello stesso testamento. A questo punto il testamento è pronto e verrà custodito dal notaio. Essendo già un atto pubblico il testamento così redatto non andrà pubblicato (come succede invece per il testamento olografo) ma dovrà essere comunicato a cura del notaio alla pretuta e agli interessati.

Se il testatore dovesse cambiare idea è libero di scrivere un altro testamento ma non potrà ritirare il primo fatto che rimarrà sempre dal notaio. Questo fatto naturalmente non avrà conseguenze sulle volontà del de cuius in quanto va sempre ricordato che l’ ultimo testamento annulla tutti gli altri fatti precedentemente.

Facciamo ora alcuni esempi:

primo esempio testamento pubblico

Mariano, sposato senza figli, decide di fare testamento pubblico a favore della mogli e la nomina erede universale

Nomino mio erede universale mia Moglie Giovanna.

Napoli 26 Marzo 2007

Mario Rossi

secondo esempio testamento pubblico

Supponiamo che dopo alcuni anni Mariano e Giovanna decidano di divorziare. Mariano avrà due possibilità; O revocare espressamente il primo testamento o scriverne uno nuovo indicando nuove disposizioni.

Quindi in ogni caso il primo testamento andrà revocato. potremmo avere dunque una revoca espressa oppure una revoca tacita. La revoca espressa è quella che viene scritta sul nuovo testamento. Ossia mariano scriverà sul nuovo testamento: “Dichiaro nullo il primo testamento in favore di mia mogli in data……….. ecc. ecc.

La revoca tacita si avrà semplicemente stilando un nuovo testamento e nominando un altro erede universale. Ricordiamoci sempre che l’ ultimo testamento annulla il precedente. Si consiglia comunque la revoca espressa per non dare adito a nessuno di contestare le volontà del testatore.

terzo esempio testamento pubblico

Supponiamo che dopo alcuni anni Mariano e Giovanna abbiano un figlio. A questo punto il primo testamento dove Mariano nominava erede universale Giovanna non ha più valore perché Giovanna non ha più diritto di essere erede universale.

Mariano ha due possibilità. O lasciare le cose così come stanno e quindi alla sua morte non essendo valido il primo testamento si aprirà la successione legittima, oppure può scrivere un nuovo testamento tenendo in considerazione anche il figlio.

chi può essere chiamato a testiomoniare

Come si potrà capire i testimoni di un testamento pubblico assumono una grande importanza. Per tale motivo è importante che i testimoni siano persone di fiducia e che non abbiano interessi riguardo al testamento.

Vediamo le caratteristiche che devono avere i testimoni:

– deve aver raggiunto la maggiore età
– avere cittadinanza italiana o risiedere in Italia
– deve godere dei diritti civili (non deve essere stato interdetto)
– non deve essere ne muto, ne sordo, ne cieco
– deve sapere leggere e scrivere
– non deve essere parente o affine del testatore (in linea retta in qualunque grado; in linea collaterale fino al 3° grado)
– non deve essere il coniuge del testatore
– non deve essere coniuge del notaio
– non deve avere interessi personali nell’ atto( non deve essere nominato nel testamento come erede o come legatario)