0785/386460 - 339/3600206 info@visurnet.com

Fa parte della guida Impianti, edilizia e materiali: trovi lì tutti gli articoli sul tema.

Le spese condominiali si dividono seguendo le regole del codice civile e, quando esiste, del regolamento condominiale. In pratica conta il tipo di spesa, il vantaggio ricevuto e le tabelle millesimali. Se il regolamento è valido, può prevedere criteri diversi, ma non sempre basta una maggioranza: in certi casi serve l’unanimità.

In breve

  • Le spese comuni si ripartiscono secondo le regole del condominio e, di solito, dei millesimi.
  • Le spese speciali seguono l’uso reale del servizio o il vantaggio che ne ricava ogni unità.
  • Ascensore, riscaldamento e impianti separati hanno criteri diversi e vanno sempre verificati caso per caso.

Come si dividono le spese condominiali?

Il punto di partenza è semplice: non tutte le spese si trattano allo stesso modo. Ci sono costi che riguardano tutto l’edificio e costi che pesano solo su chi usa un servizio oppure ne trae un beneficio diretto. Per questo non basta guardare l’importo totale. Bisogna capire prima che tipo di spesa è.

Le spese ordinarie e straordinarie comuni riguardano, di norma, la conservazione, l’amministrazione e il funzionamento delle parti comuni. Qui entrano in gioco le tabelle millesimali, salvo diverso accordo valido tra tutti i proprietari quando la legge lo consente.

Quali sono le spese comuni?

Tra i costi comuni rientrano, in genere, quelli necessari per mantenere il fabbricato in ordine e sicuro. Penso alla manutenzione delle parti comuni, alle riparazioni, ai lavori sulle strutture portanti, alle tubazioni comuni, alla pulizia, al verde, ai premi assicurativi e al compenso dell’amministratore.

Rientrano spesso anche imposte, contributi e altri oneri che colpiscono le parti comuni. In questi casi, di solito, la ripartizione segue il valore delle singole proprietà espresso nei millesimi. Se il condominio ha una disciplina diversa ma valida, si applica quella.

Quando le spese vanno pagate solo da alcuni condomini?

Succede spesso. Se un impianto o una parte comune serve solo una parte dell’edificio, allora il costo non può gravare su tutti allo stesso modo. Penso a scale separate, cortili riservati, impianti dedicati o servizi usati solo da alcuni appartamenti.

In questi casi il criterio corretto è il vantaggio effettivo. Chi usa il servizio, o chi da quel servizio riceve utilità, sostiene la quota corrispondente. È una regola logica prima ancora che giuridica.

Come si ripartiscono le spese dell’ascensore?

L’ascensore è uno degli argomenti che crea più discussioni. In linea generale, una parte della spesa viene ripartita tra tutti in base ai millesimi di proprietà. L’altra parte tiene conto dell’altezza del piano: più l’appartamento è in alto, maggiore è il beneficio dell’impianto.

Su alcuni dettagli, però, conviene sempre leggere bene il regolamento e le tabelle del fabbricato. Anche la partecipazione degli alloggi al piano terra può essere disciplinata in modo diverso a seconda del caso concreto e delle regole del condominio.

Che cosa cambia per il riscaldamento centralizzato?

Quando l’edificio ha ancora un impianto centralizzato, la ripartizione deve seguire il più possibile il consumo o l’uso effettivo. Oggi, in molti casi, si usano sistemi di contabilizzazione e criteri tecnici aggiornati. Se mancano strumenti individuali, si può ricorrere a parametri tecnici come le superfici radianti, sempre con attenzione alle regole applicabili al caso concreto.

Di solito non basta dire che un appartamento è vuoto per evitare il pagamento. Se l’impianto è attivo e il servizio è disponibile, la quota può restare dovuta. Diverso è il caso di chi non riceve calore in modo sufficiente o non è collegato all’impianto comune: lì la verifica va fatta con precisione.

Se l’immobile è affittato, chi paga le spese condominiali?

Quando c’è un inquilino, il proprietario resta il soggetto con cui il condominio si confronta per le quote dovute. Poi, nei rapporti interni tra locatore e conduttore, alcune spese possono essere ribaltate all’affittuario secondo il contratto e la legge. In genere, però, la manutenzione straordinaria resta a carico del proprietario.

Per evitare contestazioni, io consiglio sempre di distinguere bene tra spese ordinarie, straordinarie, servizi a consumo e oneri accessori del contratto di locazione. Una lettura superficiale porta spesso a errori e litigi inutili.

Esempio pratico di riparto

Immagina un condominio con tre scale. La pulizia del vano scala B non può essere caricata anche su chi abita nella scala A o C, se non ne riceve alcun vantaggio. Lo stesso vale per un cortile interno che serve solo una parte delle unità. Invece, se si rifà il tetto, il costo è in genere comune e si distribuisce secondo le tabelle o secondo il criterio previsto dal regolamento valido.

Se devi fare i conti sui millesimi o controllare una ripartizione, può esserti utile una calcolatrice frazioni e millesimi di proprietà. Io la uso come supporto rapido quando serve un controllo numerico prima di fare i conteggi definitivi.

In sintesi

  • Le spese condominiali si dividono in base alla natura del costo e al beneficio ricevuto.
  • Le tabelle millesimali sono il criterio base, salvo regole diverse valide e condivise.
  • Ascensore e riscaldamento hanno criteri particolari e vanno letti con attenzione.
  • Quando un servizio non è per tutti, paga chi lo usa o ne ricava vantaggio.
  • Nei contratti di affitto va distinto il rapporto con il condominio da quello tra proprietario e inquilino.

Domande frequenti

Chi decide come si ripartiscono le spese condominiali?

La regola base arriva dal codice civile. Se il condominio ha un regolamento valido, quello può integrare o precisare i criteri di riparto. Quando invece si vuole derogare alle regole ordinarie, bisogna verificare se basta una delibera o se serve il consenso di tutti.

Le spese vanno pagate anche se l’appartamento è vuoto?

Di norma sì, se la spesa riguarda un servizio o una parte comune da cui l’unità potrebbe comunque trarre vantaggio o se il criterio di riparto non dipende dalla presenza dell’inquilino. Il fatto che una casa sia momentaneamente disabitata, da solo, non elimina automaticamente l’obbligo.

Posso contestare un riparto che mi sembra sbagliato?

Sì, ma conviene farlo con documenti alla mano: regolamento, tabelle millesimali, verbale assembleare e dettaglio della spesa. Molti errori si chiariscono subito con una verifica tecnica. Se serve, posso aiutarti a leggere i numeri e a capire se il riparto è coerente.

Hai un dubbio sulle spese del tuo condominio?

Se vuoi, esamino il caso con calma e ti aiuto a capire se il riparto è corretto, dove nasce l’errore e quali documenti controllare prima di muoverti.

Scrivimi

ProntoGeometra · Il geometra onlineSuccessione Telematica · Dichiarazione di successione online