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Imposte sulla successione e agevolazioni varie

Vediamo quali sono le imposte da versare quando si presenta la dichiarazione di successione

In questa pagina andiamo ad analizzare l’ imposta di successione, da non confondere con le imposte in autoliquidazione (imposta ipotecaria, catastale ecc.).

Molto brevemente posso dirti che le imposte in autoliquidazione si calcolano solo sugli immobili (fabbricati o terreni) che cadono in successione, mentre l’ imposta di successione, quando dovuta, colpisce il reale arricchimento dell’ erede, quindi comprende anche liquidità e beni mobili.

Quindi fondamentalmente l’ imposta di successione si calcola sul valore complessivo, che può essere rappresentato da beni immobili, liquidità, gioielli, mobilia ecc, decurtato da eventuali passività (debiti, spese funerarie, spese mediche ecc.).

E’ molto importante sapere quando si va a pagare l’ imposta di successione e quali percentuali d’ imposta applichi l’ agenzia delle entrate. Nel proseguo della pagina vedremo appunto queste cose.

Imposta di successione e sua evoluzione negli anni

L’imposta sulle successioni fu abolita dalla legge 18 ottobre 2001, n. 383 e pertanto per tutte le successioni che si sono aperte dopo la data del 25 Ottobre 2001 e fino al 03/10/2006 questa imposta non veniva più versata.

Con l’ ingresso della nuova finanziaria 2007  la tassa o meglio imposta sulla successione fa nuovamente capolino e tutt’ ora è in auge (2021). I nostri legislatori hanno puntato giustamente a colpire i grossi patrimoni. Si riparla proprio in questo periodo di dare una ritoccata alle percentuali che a onor del vero sono tra le più basse in Europa.

Infatti la finanziaria 2007 prevede una franchigia di 1.000.000 (un milione di euro) di euro per successioni tra genitori e figli ed una franchigia di 100.000 (centomila euro) euro per successioni tra fratelli.

Cosa si intende per franchigia nel’ imposta di successione

La franchigia si applica ad ogni singolo erede. Per gli altri eredi non viene prevista nessuna franchigia.Più avanti si parlerà nel dettaglio di tale nuova imposta dopo di che andremmo ad esaminare le altre imposte che sono quella ipotecaria e catastale e che vanno in autoliquidazione e vanno pagate prima della presentazione della dichiarazione.

Per Franchigia fondamentalmente si intende che sotto una determinata soglia di valore non si paga imposta. Per cui detta molto velocemente, un coniuge o un figlio che eredita pagherà imposta di successione sul di più di un milione di euro, mentre un erede che sia fratello del de cuius pagherà sul di più di centomila euro.

Parleremo ancora di imposta di successione, anche con degli esempi esplicativi a questa pagina.

Imposta di successione e gradi di parentela

Come suddetto ritorna l’ imposta di successione. Tale imposta è da applicarsi nel caso sia dovuta per le successioni apertesi dal 03/10/2006. Il legislatore ad ogni modo tende a colpire i trasferimenti per morte di una certa entità.

Infatti fino ad un valore di 1.000.000 di euro (un milione) per eredi in linea retta e coniuge non si paga l’ imposta di successione. Mentre per eredità tra fratelli vi è una franchigia di 100.000 euro (centomila) ossia anche in questo caso non si paga imposta di successione. Nessuna franchigia invece viene prevista per tutti gli altri eredi.

A differenza delle imposte da autoliquidarsi (imposta catastale e ipotecaria) l’ imposta di successione non va in autoliquidazione per cui l’ erede non deve preoccuparsi di eseguire nessun calcolo, anche se è importante già in fase di compilazione della dichiarazione di successione prevederne o meno la sua esistenza.

Sarà l’ agenzia delle entrate che dopo aver ricevuto a dichiarazione di successione farà gli opportuni calcoli e li trasmettererà direttamente agli eredi chiedendo il pagamento attraverso un F24 precompilato.

Eredi in linea retta e coniuge (nonno, padre, figli, nipoti) imposta di successione al 4%

albero genealogico

parentela in linea retta

Per gli eredi i linea retta (bisnonno, nonno, padre, figli, nipoti e pronipoti discendenti) come suddeto la franchigia è di 1.000.000 di euro (un milione) per ogni erede.

Superata tale soglia si pagherà un’ imposta del 4%.

Ma chi sono gli eredi in linea retta?

Gli eredi in linea retta sono quegli eredi che hanno una discendenza diretta. Ad esempio padre e figlio, oppure tra nonno e nipote ecc. Per capire meglio guardate l’ IMMAGINE che ho inserito sopra. Vedete come la linea di discendenza sia appunto una linea retta.

Quando chi eredita ha un rapporto di parentela in linea retta oppure risulta essere il coniuge, paga l’ imposta di successione se la quota ereditata supera il milione di euro. Naturalmente l’ imposta di successone va a colpire la parte eccedente il milione.

Esempio: se un figlio eredita dal padre beni per 1.500.000 pagherà l’ imposta del 4% sulla parte eccedente la franchigia di 1.000.000 ossia su 500.000.

Come già detto il calcolo per il pagamento verrà effettuato direttamente dall’ agenzia delle entrate che poi comunicherà ai vari eredi. Nel calcolo l’ agenzia delle entrate computerà eventuali passività (spese per funerale, debiti vari certificati naturalmente, donazioni ecc.)

Per cui è indispensabile se non vogliamo commettere degli errori inserire in successione tutti quei dati che possono far aumentare o diminuire l’ imponibile sul quale verrà calcolata l’ imposta. In caso contrario si può rischiare di pagare più del dovuto o anche meno con eventuale possibile accertamento in seguito da parte della direzione provinciale del’ agenzia delle entrate.

Eredi in linea collaterale (fratelli, sorelle, nipoti ecc.) imposta di successione al 6%

Per eredità che si devolgono a favore dei fratelli la franchigia scende a 100.000 euro (centomila).

La legge prevede un’ imposta di successione del 6% sul valore eccedente la franchigia di 100.000 euro. Come vediamo il legislatore va verso un’ imposizione più favorevole per i trasferimenti mortis causa tra parenti in linea retta giustamente.

Presuppongo che la legge in materia tenda a colpire meno l’ eredità tra padre e figlio per ovvie ragioni di giustezza. L’ imposta nel caso di trasferimenti ereditari tra fratelli come ho scritto sopra è del 6%.

Ci rendiamo conto di come franchigia e aliquota di imposta siano inversamente proprorzionali ossia scende la franchigia a 100.000 euro e sale l’ aliquota di imposta. Anche in questo caso gli eredi non devono autoliquidare l’ imposta di successione ma ci penserà a fare i vari calcoli l’ agenzia delle entrate.

Parenti in linea collaterale fino al 4° grado e affini fino al 3° grado imposta di successione al 6%

Per questa tipologia di eredi non è prevista nessuna franchigia e l’ imposta di successione sarà del 6% netta.

Cerchiamo di capire cosa si intende per parenti in linea collaterale di 4° grado.

I diversi gradi di parentelaCome avevo spiegato nella pagina dedicata ai gradi di parentela per risalire a quest’ ultima tra due soggetti, bisogna risalire partendo da uno dei due per poi ridiscendere verso l’ altro soggetto contando i tratti.

Guardate l’ IMMAGINE fianco. A è il genitore mentre B e C sono fratelli. Applicando il ragionamento suddetto dobbiamo partire da C per arrivare a B o viceversa e contare i tratti. Vediamo che da B a C ci sono due tratti e ciò significa che i fratelli sono tra loro parenti di 2° grado. I figli di B e C (D, E, F) sono cugini tra loro ossia parenti di 4° grado per la legge.

Comunemente li chiamiamo cugini di primo grado ma ai fini ereditari essi risultano parenti di 4° grado (contate sempre i tratti). Quindi abbiamo visto chi sono i parenti di 4° grado. E gli affini chi sono? Gi affini sono i parenti acquisiti del coniuge dopo il matrimonio.

Il grado di parentela è lo stesso del coniuge. Ad esempio il padre della moglie è affine di 1° grado del marito. Il fratello della moglie è affine di secondo grado del marito. Quindi ricapitolando per questi eredi non è prevista nessuna franchigia e l’ aliquota d’ imposta è del 6%.

Giusto per fare una precisazione in merito ai gradi di parentela e precisamente sempre riferendoci all’ immagine soprariportata, diciamo che i soggetti distinti alle lettere G, H, I, L e M sono i cosiddetti cugini di 2° grado. Ai fini successori risultano parenti di sesto grado.

Per tutti gli altri soggetti che ereditano imposta di successione all’ 8%

Tutti gli altri soggetti che non rientrano in quelli sopraspecificati andranno a pagare un’ aliquota d’ imposta dell’ 8%. Anche in questo caso quasi superfluo a dirsi non è prevista nessuna franchigia.

Portatori di handicap grave imposta di successione all’ 8% con franchigia a 1.500.000.

Se tra chi eredita vi è un soggetto portatore di handica grave ai sensi della legge 104/1992 l’ aliquota impositiva sarà sempre dell’ 8% ma la franchigia viene elevata a 1.500.000 euro.

Le altre imposte da pagare (imposta ipotecaria e catastale)

Sono sempre valide le imposte ipotecarie e catastali rispettivamente del 2% e 1%, da applicarsi al patrimonio ereditario. Ancora vanno pagate in maniera fissa la tassa ipotecaria (35,00 euro) e imposta di bollo (64,00). Per quanto riguarda l’ imposta di bollo aggiungo che è aumentata a partire dal 26/06/2013. Prima equivaleva a euro 58,48.

Per quanto riguarda invece imposta ipotecaria e catastale dal primo gennaio 2014 sono aumentati i minimi d’ imposta da 168 euro a 200 euro. Per approfondire l’ arogomento relativo all’ aumento dell’ imposta ipotecaria e catastale puoi fare clik su: aumento imposta ipotecaria e catastale

Tali imposte, (ipotecaria e catastale) andranno calcolate sul valore degli immobili e dei diritti reali immobiliari caduti in successione, senza tener conto di eventuali passività gravanti sugli immobili stessi.

L’importo minimo da versare è, in ogni caso, di euro 200,00 per ogni tributo.

La dichiarazione di successione quando va presentata?

La dichiarazione di successione va sempre presentata, nel caso che facciano parte dell’attivo ereditario beni immobili entro dodici mesi dalla morte del de cuius.Va presentata presso l’ ufficio di zona dell’ agenzia delle entrate (vecchio ufficio del registro), per la registrazione. Ora, a partire dal 2019 viene inviata per via telematica.

Entro i 30 giorni successivi dalla registrazione della dichiarazione di successione, occorre inoltre presentare la richiesta di voltura degli immobili presso gli uffici del territorio (catasto)

Non è richiesta la presentazione della dichiarazione di successione, quando nel’ attivo ereditario, vi sono solo liquidità, per un valore inferiore ai 100.000 euro e i parenti sono il coniuge, i figli o altri parenti in linea retta.

Agevolazione prima casa nella dichiarazione di successione

Chi eredita una casa (non di lusso) e se la stessa è per l’erede “prima casa” può avere delle agevolazioni, che consistono nel pagamento di una quota fissa ( 200 euro) sia per quanto riguarda limposta ipotecaria che catastale, invece del 2% e 1% sul valore dichiarato.

Nel caso che l ‘immobile venga ereditato da più eredi, per rientrare nelle agevolazioni di cui sopra è sufficiente che almeno uno abbia i requisiti per rientrare nelle agevolazioni.

I requisiti dell’erede per poter rientrare nell’ agevolazione sono i seguenti:

– non essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune dove si trova l’immobile ereditato;

– non essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso usufrutto abitazione o nuda proprietà, su altra casa di abitazione, acquistata, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa;

– qualora non risieda già nel comune dove è situato l’immobile oggetto dell’eredità, deve altresì impegnarsi a stabilire la residenza entro 18 mesi.

Con la risoluzione n° 112 del 27 dicembre 2012, l’ agenzia delle entrate ha chiarito un punto importante per quanto riguarda la decadenza dell’ agevolazione prima casa.

Fondamentalmente l’ agenzia delle entrate ha chiarito che chi rivende il fabbricato per il quale si è goduti dell’ agevolazione prima casa, prima dei cinque anni stabiliti, e dichiara di voler rinunciare all’ agevolazione non è soggetto a sanzione. Facciamo un esempio come al solito.

Supponiamo che io erede di una casa chieda l’ agevolazione prima casa e quindi invece di pagare le imposte ipotecaria e catastale del 2% e 1% paghi in maniera fissa ossia 200 euro per ogni imposta.

La legge stabilisce che per godere dell’ agevolazione non si possa vendere la casa per cui si è usufruto dell’ agevolazione prima dei 5 anni, oppure venga riacquistata un’ altra prima casa entro il termine di 12 mesi.

La normativa prevedeva che in caso di vendita dell’ immobile, senza nuovo riacquisto entro i 12 mesi avrei dovuto restituire la cifra relativa alle imposte non pagate, con sanzione del 30% sulle imposte stesse più interessi.

Con la risoluzione n° 112 del 27 dicembre 2012, questo non esiste più. Il soggetto che ha usufruito dell’ agevolazione e intende vendere o ha venduto il fabbricato prima dei 5 anni deve comunicare all’ agenzia delle entrate, entro 12 mesi dalla data della vendita, che il fabbricato appunto è stato venduto.

A quel punto il soggetto dovrà pagare la differenza tra l’ imposta che si sarebbe dovuta pagare senza agevolazione e la cifra versata (200+200). Alla differenza cosi ottenuta si applicheranno gli interessi, ma non la sanzione del 30%.

Per maggiori informazioni vi lascio più sotto la risoluzione dell’ agenzia delle entrate.

Risoluzione n° 112 del 27 dicembre 2012

Per quanto riguarda i minimi d’ imposta come su scritto ci sono stati degli aumenti a partire dal primo gennaio 2014. Fai click su aumento imposta ipotecaria e catastale per maggiori informazioni.

Come si presenta la dichiarazione di successione

Chiariamo subito una cosa. L’ invio telematico è previsto solamente per le successioni, che si sono aperte a partire dal tre ottobre 2006 ad oggi. Le successioni, che si sono aperte prima di tale data, continueranno ad essere predisposte, col vecchio modello 4.

Anche eventuali successioni a correzione di successioni già presentate col vecchio sistema cartaceo, dovranno essere predisposte sempre su modello 4.

Da ciò capiamo che, la vecchia procedura non va per il momento, definitivamente in pensione, ma continuerà ad essere utilizzata a seconda dei casi.

La nuova procedura di invio telematico per la dichiarazione di successione

Nello specifico, la nuova procedura di dichiarazione di successione, prevede diverse fattispecie. Di seguito andremo a esaminare le diverse ipotesi. Infatti il contribuente, potrà decidere, se redigere e inviare la dichiarazione di successione, o farsi assistere da un professionista.

Per esperienza, posso dire, che predisporre una dichiarazione di successione, per il contribuente, è diventato più complicato. Adesso, infatti è necessario utilizzare un software specifico, essere registrati a fisconline. Cose, che non sempre risultano facilissime da assimilare.

In queste pagine, naturalmente cercherò di aiutarvi, nel miglior modo possibile, affinché possiate riuscire a predisporre e inviare la successione.

Troverete anche una guida completa, con diversi esempi e video tutorials. E’ una guida che vi porta passo a passo a capire come funziona il software “successionionline” e vi istruisce su come compilare i vari campi.

Di seguito vediamo come può fare il contribuente per inviare la successione telematica. Sostanzialmente, sono tre le tipologie di invio telematico e di seguito, andiamo ad analizzarle.

In realtà c’ è anche un’ altra tipologia di presentazione che consiste, da parte del contribuente, nel presentare la successione, sotto forma cartacea, direttamente allo sportello del’ agenzia delle entrate.

Successione predisposta e inviata dal’ intermediario

Se devi inviare una dichiarazione di successione telematica, puoi decidere di farti assistere in tutto e per tutto dal tuo professionista di fiducia.

In questo caso, sarà il professionista regolarmente abilitato ENTRATEL, che si occuperà di tutto.

Normalmente questo è il caso più frequente che si presenta, anche se devo dire ci sono molti utenti, che decidono di predisporre loro la successione, e farsi assistere solamente nel’ invio telematico della dichiarazione.

Io normalmente, preferisco, assistere il cliente dal’ inizio alla fine, perché in tal modo sono sicuro di ciò che sto inviando. Mi è capitato, parecchie volte, di dover metter mano a successioni, che secondo il cliente erano corrette e pronte per essere inviate.

Quando è l’ intermediario, che invia la dichiarazione di successione, tutte le ricevute del’ agenzia delle entrate, vengono inviate al suo account ENTRATEL. Stessa cosa succede, per la copia della successione e per l’ attestazione (copia conforme per la banca).

Il professionista, una volta che avrà ricevuto tutta la documentazione, la consegnerà al cliente.

Successione predisposta e inviata dal contribuente

Volendo, il contribuente, può decidere di fare tutto da solo. E’ una via più complicata, ma non impossibile da seguire.

Per chi vuole fare da solo, ho predisposto una guida che ti aiuta passo dopo passo a compilare la dichiarazione di successione.

Il contribuente, che decide di fare da solo, dovrà essere innanzitutto, registrato a fisconline. Dovrai quindi possedere le tue credenziali di accesso, al sito del’ agenzia delle entrate.

La registrazione a fisconline è obbligatoria, se il contribuente vuole inviare da se la dichiarazione di successione.

In secondo luogo, dovrài scaricare il software “successionionline”. E’ un software ministeriale gratuito che dovrà essere installato sul tuo computer.

Una volta che ti sarai registrato a fisconline e avrai installato il software “successionionline”, potrai iniziare a cimentarti nella compilazione della dichiarazione d successione.

Una volta che avrai inserito tutti i dati richiesti dal software, dovrai creare il file da inviare al’ agenzia delle entrate. L’ invio del file, avviene attraverso il cosiddetto DESKTOP TELEMATICO.

Per cui sarà necessario scaricare anche il software “desktop telematico”.

Successione predisposta dal contribuente e inviata dal’ intermediario

E’ possibile optare, anche per questa terza possibilità. Ossia l’ utente può decidere di compilare la successione autonomamente e farsi assistere, da parte di un professionista abilitato ENTRATEL, solamente nel’ invio della dichiarazione.

Il solo invio della dichiarazione può essere fatto esclusivamente da un profesionista abilitato ENTRATEL.

Questo significa che nessun privato può essere delegato alla presentazione di una successione, come poteva avvenire con la presentazione del vecchio modello 4.

Questa possibilità del’ invio da parte di un professionista abilitato entratel, può avere la sua utilità, quando il contribuente, pur essendo in grado di gestire la pratica di successione, non è registrato a fisconline e quindi di fatto impossibilitato a inviare la documentazione.

Successione predisposta dal contribuente e presentata allo sportello del’ agenzia delle entrate

Esiste anche questa possibilità.

E’ simile, alla precedente, appena vista, solo che in questo caso, non ci sarà l’ ausilio del professionista per l’ invio telematico e la documentazione cartacea, sarà presentata a cura del dichiarante erede, direttamente presso l’ ufficio territoriale del’ agenzia delle entrate competente.

I documenti da allegare alla successione

Con l’ ingresso del’ invio telematico, non cambia nulla in merito. Per cui si continuerà ad allegare, gli stessi documenti che si allegavano prima.

Normalmente gli allegati, variano a seconda del tipo di dichiarazione di successione. Ad esempio, se stiamo presentando, una successione testamentaria, allegheremo giustamente il testamento.

Se abbiamo uno degli eredi, che chiede l’ agevolazione prima casa, allegheremo la richiesta di agevolazione. Se la richiesta, viene fatta dal dichiarante, il documento sarà già al’ interno della dichiarazione.

Con l’ invio telematico, diverse autocertificazioni, verranno create, direttamente dal software e faranno parte del modello. Più in la, quando vedremo degli esempi concreti vedremo come fare nello specifico.

Se invece, stiamo predisponendo una dichiarazione di successione, col vecchio modello 4, continueremo, a comportarci, come sempre abbiamo fatto e allegheremo a seconda dei casi:

– Autocertificazione identificativi catastali

– Certificato di morte del de cuius o autocertificazione (a partire dal primo gennaio 2012 il certificato di morte va sostituito obbligatoriamente da una dichiarazione sostitutiva)

– autocertificazione dello stato di famiglia del de cuius

– autocertificazione degli stati di famiglia degli eredi

– Eventuale dichiarazione sostitutiva per la richiesta di agevolazione prima casa.

– Certificato di destinazione urbanistica (per i terreni)

– prospetto della liquidazione delle imposte

– copia versamento tramite f24 delle imposte da autoliquidarsi

– nel caso di rinuncia all’eredità copia autentica del verbale

– nel caso di successione testata copia originale o autenticata del testamento.

Occorre inoltre procedere al pagamento in autoliquidazione con il modello F23 delle imposte ipotecarie e catastali, e l’attestato va allegato alla dichiarazione.

Dichiarazione ici o imu in caso di dichiarazione di successione
Gli eredi e i legatari che abbiano presentato la dichiarazione di successione sono esonerati dall’obbligo della dichiarazione ai fini dell’imposta comunale sugli immobili (ICI/IMU).

Spetta, infatti, agli Uffici delle Entrate competenti a ricevere la dichiarazione di successione trasmetterne copia a ciascun Comune ove sono ubicati gli immobili.

Bene, anche per quanto riguarda l’ imposta di successione siamo giunti alla fine della pagina. Vi ringrazio per avermi letto sin qui.

Se volete potete lasciare un vostro commento sotto, nel caso vogliate approfondire qualcosa sul’ argomento. Cercherò di rispondervi nel più breve tempo possibile.

Non dimenticate di visitare il mio canale Youtube, dedicato alla dichiarazione di successione e dove troverete svariate guide e esempi sulla compilazione. Grazie…

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