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Categoria: Imu, imposta municipale unica – Presentazione

SU QUALI BENI SI PAGA L’ IMU

L’ imu va versata dai possessori di immobili al comune. Solamente per i fabbricati censiti in categoria D l’ imposta viene incamerata dallo stato con aliquota minima del 7,6 per mille. In questo caso il comune può incrementare l’ aliquota sino al 10,6 per mille e l’ eccedenza rispetto al 7,6 per mille sarà incamerata dal comune. In nessun caso per i fabbricati in categoria D si potrà scendere al disotto dell’ aliquota minima del 7,6 per mille.

In linea di massima tutti gli immobili sono tassati ai fini imu. Per poter effettuare il calcolo dell’ imu sarà necessario risalire alla rendita catastale per quanto riguarda i fabricati censiti al catasto urbano e al reddito dominicale per quanto riguarda i terreni. Questi saranno i parametri di partenza per poter determinare il valore e di conseguenza applicare su questo l’ aliquota prevista dal comune.

Per le aree fabbricabili prive di rendita catastale si dovrà utilizzare il valore venale. Più semplicemente generalmente i comuni possiedono delle tabelle con i valori a mq delle aree fabbricabili a seconda della zona comunale in cui si trovano. Per cui vi consiglio di chiedere tali valori direttamente presso il vostro comune (ufficio tributi). Il valore sarà dato molto semplicemente dal prodotto della superficie dell’ area edificabile per il valore a mq.

Per i fabbricati inagibili farei una distinzione tra fabbricati collabenti quindi fabbricati inagibili accatastati come tali in categoria F2 e privi di rendita catastale e fabbricati inagibili ma censiti al catasto urbano regolarmente. I primi (categoria F2) non possiedono una rendita catastale e quindi per il calcolo del valore si può procedere considerando l’ area su cui tali fabbricati insistono. Per il calcolo si procede dunque come abbiamo visto poc’ anzi relativamente alle aree fabbricabili.

Per i fabbricati censiti regolarmente al catasto urbano, ma di fatto inagibili viene considerata come base imponibile il valore determinato dalla moltiplicazione della rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per il moltiplicatore. Il valore cosi determinato viene ridotto del 36% e moltiplicato per l’ aliquota comunale. E’ necessario a tal fine una dichiarazione del tecnico comunale che accerti che il fabbricato sia realmente inagibile. Oppure il proprietario può fare un’ autocertificazione dove attesta l’ inagibilità del fabbricato.