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DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE NON NECESSARIA SOTTO I 100.000 EURO

Con il decreto legislativo del 21 novembre 2014 n° 175, (semplificazioni) pubblicato in gazzetta ufficiale il 28/11/2014 n° 277 si è reso efficace e attuativo un qualcosa che va a semplificare per quanto possibile la vita dei cittadini.

Il decreto legislativo n° 175/2014, da poco approvato, va a semplificare per quanto possibile la vita ai cittadini. In particolare in questa pagina vedremo l’ articolo 11 del decreto 175/2014 che è andato a modificare alcuni articoli del testo unico sulle successioni e più precisamente il 346 del 1990.

In particolare il testo unico sulle successioni del 1990 prevedeva che parenti in linea retta e i coniuge, fossero esonerati dal presentare la dichiarazione di successione, se l’ attivo ereditario non superava i vecchi 50 milioni di lire e sempre che non vi fossero nell’ eredità beni immobili o diritti reali immobiliari.

Questo cosa significava in parole povere? Che la dichiarazione di successione andava sempre presentata se ricadevanono nell’ asse ereditario beni immobili o diritti reali immobiliari, anche se il loro valore non superava i 50 milioni di lire. Oppure andava sempre presentata anche nel caso che non vi fossero immobili, ma le liquidità superassero i 50 milioni di lire.

COSA CAMBIA COL NUOVO DECRETO?

I concetti fondamentalmente rimangono sempre gli stessi solo che la cifra dei 50 milioni di lire è stata aumentata a 100.000 euro. Inoltre sono state apportate delle modifiche semplificative per riscuotere i crediti fiscali del de cuius e alcune modifiche riguardano i documenti da allegare alla dichiarazione di successione. Il provvedimento entrerà in vigore il 13/12/2014.

L’ articolo che a noi interessa è il n° 11 del decreto legislativo sopra riportato. Esso in sostanza va a modificare in alcune parti il testo unico sulle successioni e in particolare il decreto legislativo del 31 ottobre 1990 n° 346. Va a modificare 3 articoli del testo unico sulle successioni e precisamente il 28, il 30 e il 33. Vediamoli sotto più nel dettaglio.

ARTICOLO 28 COMMA 6 e 7

Prima della modifica i comma 6 dell’ art. 28 era il seguente:

Se dopo la presentazione della dichiarazione della successione sopravviene un evento, diverso da quelli indicati all’art. 13, comma 4, che da’ luogo a mutamento della devoluzione dell’eredita’ o del legato ovvero ad applicazione dell’imposta in misura superiore, i soggetti obbligati, anche se per effetto di tale evento, devono presentare dichiarazione sostitutiva o integrativa. Si applicano le disposizioni dei commi 1, 3 e 8.

Il comma 6 a seguito del decreto legislativo 175/2014 diventa il seguente:

Se dopo la presentazione della dichiarazione della successione sopravviene un evento, diverso da quelli indicati all’art. 13, comma 4, e dall’ erogazione di rimborsi fiscali che da’ luogo a mutamento della devoluzione dell’eredita’ o del legato ovvero ad applicazione dell’imposta in misura superiore, i soggetti obbligati, anche se per effetto di tale evento, devono presentare dichiarazione sostitutiva o integrativa. Si applicano le disposizioni dei commi 1, 3 e 8.

Il decreto n° 175 ha modificato anche il comma 7 dell’ art. 28. Vediamo subito come si presenta adesso.

Il comma 7 diventa il seguente

Non vi e’ obbligo di dichiarazione se l’eredita’ e’ devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a euro centomila e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari, salvo che per effetto di sopravvenienze ereditarie queste condizioni vengano a mancare.

Le parole in grassetto sono le nuove inserite. Prima al posto di “a centomila euro” avevamo le parole ” a lire cinquanta milioni”.

Quindi diciamo che come abbiamo scritto prima, il nuovo decreto legislativo n° 175/2014 ha incrementato la soglia minima per la presentazione della dichiarazione di successione. Vi ricordo che questo vale solamente se nell’ asse ereditario non ricadono immobili o diritti reali immobiliari, nel qual caso la dichiarazione di successione andrà presentata a prescindere dal valore ereditato.

COSA CAMBIA NELLA DOCUMENTAZIONE DA ALLEGARE ALLA DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE

Oltre ai commi 6 e 7 dell’ art. 28 è stato modificato anche l’ articolo 30. E’ stato aggiunto il comma 3bis che recita:

I documenti di cui alle lettere c), d), g), h) e i) possono essere sostituiti anche da copie non autentiche con la dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ di cui all’articolo 47, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante che le stesse costituiscono copie degli originali. Resta salva la facolta’ dell’Agenzia delle entrate di richiedere i documenti in originale o in copia autentica.

Quali sono i documenti di cui alle lettere c, d, g, h e i? Sono i seguenti:

c) la copia autentica degli atti di ultima volonta’ dai quali e’ regolata la successione;

d) la copia autentica dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata dai quali risulta l’eventuale accordo delle parti per l’integrazione dei diritti di legittima lesi

g) la copia autentica dell’ultimo bilancio o inventario di cui all’art. 15, comma 1, e all’art. 16, comma 1, lettera b), nonche’ delle pubblicazioni e prospetti di cui alla lettera c) dello stesso articolo e comma

h) la copia autentica degli altri inventari formati in ottemperanza a disposizioni di legge

i) i documenti di prova delle passivita’ e degli oneri deducibili nonche’ delle riduzioni e detrazioni di cui agli articoli 25 e 26

Quindi per le successioni apertesi a partire dal 13 dicembre 2014, tutti i sopradescritti documenti potranno essere riprodotti in semplici fotocopie accompagnate da dichiarazione sostitutiva.

Quindi diciamo che col decreto legislativo n° 175/2014 si è cercato di dare per quanto possibile un taglio alla burocrazia.

SE CI SONO CREDITI FISCALI A FAVORE DEL DE CUIUS?

Anche in questo caso il decreto 175/2014 ha apportato delle semplificazioni. Prima della sua entrata in vigore se i de cuius aveva dei crediti fiscali, i suoi eredi per poter avere il rimborso dovevano presentare una dichiarazione di successione integrativa. Ora questo non sarà più necessario.

QUANDO ENTRA IN VIGORE IL NUOVO DECRETO?

Il nuovo decreto entra in vigore a partire dal 13 dicembre 2014, quindi interesserà tutte quelle successioni apertesi a partire da tale data. Giacchè nel decreto non è stata specificata nessuna data di attuazione del provvedimento, dovrebbero beneficiare delle semplificazioni anche le successioni apertesi in data anteriore e non ancora presentate. Però per questo sarà meglio accertarsi presso l’ agenzia delle entrate.

Bene…questo è tutto. Quanto avete letto l’ ho scritto dopo l’ entrata in vigore del decreto legislativo n° 175/2014 perchè mi sembra giusto aggiornare le pagine per quanto possibile. Ciò che trovate più sotto dunque è roba vecchia! Scritta in precedenza.

Che dire…speriamo che il governo continui con le semplificazioni e che ci renda tutti un pò più liberi dalla burocrazia!

QUANTO AVEVO SCRITTO PRIMA DELL’ ENTRATA IN VIGORE DEL DECRETO LEGISLATIVO N° 175/2014

le riforme e le semplificazioni in questo periodo vanno di moda. Speriamo sia una moda che duri, soprattutto perchè riguarda milioni di contribuenti. Il consiglio dei ministri in data 20/06/2014 ha approvato l’ articolo che prevede importanti novità per quanto riguarda la dichiarazione di successione e tutte le varie imposte che sappiamo benissimo sono collegate ad essa.

Pare che il cdm (consiglio dei ministri) abbia proposto una legge che consentirebbe agli eredi più vicino al de cuius (coniuge e figli) di non presentare la dichiarazione di successione se il patrimonio che si eredita non sia superiore ai 100.000 euro, sempre che non ricadano in successione beni immobili o diritti reali immobiliari.

Questo cosa vuol dire? Semplicemente che non andrebbe più presentata la dichiarazione di successione all’ agenzia delle entrate, con un conseguente risparmio di tempo da parte di chi andrà ad ereditare.

Attualmente si legge sul sito dell’ agenzia delle entrate, “non c’è obbligo di dichiarazione se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 25.823 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.” Queste condizioni possono venire a mancare per effetto di sopravvenienze ereditarie.

Quindi attualmente se nell’ attivo ereditario vi è anche un solo immobile (terreno o fabbricato che sia) va presentata la dichiarazione di successione, anche se ha un valore bassissimo ad esempio sotto i 25.823 euro. Stiamo sempre parlando di coniuge e parenti in linea retta (figli, nipoti, genitori ecc) giusto per precisare.

Quindi ricapitoliamo brevemente. Vediamo allo stato attuale delle cose quando non va fatta e quando va fatta la dichiarazione di successione:

Successione non necessaria sotto i 100.000 euro…vediamo quando

QUANDO NON VA PRESENTATA

“non c’è obbligo di dichiarazione se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 25.823 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.” Queste condizioni possono venire a mancare per effetto di sopravvenienze ereditarie.

QUANDO VA PRESENTATA

In tutti gli altri casi al di fuori del caso sopra descritto. In sostanza quasi sempre.

L’ agenzia delle entrate non specifica nel paragrafo che abbiamo visto sopra, per quanto riguarda i titoli del debito pubblico (titoli di stato) e i buoni fruttiferi postali, che vengono equiparati a questi ultimi.

Faccio questa precisazione in quanto mi risulta che i titoli del debito pubblico non concorrono alla formazione dell’ asse ereditario tassabile, per cui nella cifra dei 25.823 euro non dovrebbero rientrare.

LA NUOVA PROPOSTA AL DI SOPRA DEI 100.000 EURO

la nuova proposta varata dal consiglio dei ministri in data del 20/06/2014 parla invece di 100.000 euro, al di sotto dei quali non sarebbe più dovuta la dichiarazione di successione.

Naturalmente questa semplificazione vale solamente per i parenti più prossimi al de cuius, ossia coniuge e parenti in linea retta. I parenti in linea retta sono coloro che discendono direttamente dallo stesso capostipite. Più sotto vediamo un piccolo esempio di arenti in linea retta.