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Diario di bordo

Le cazzate che scrivevo parecchi anni fa

“Aggiornamento giugno 2023 – Diario di bordo era una minisezione del vecchio sito visurnet.com, dove pubblicavo alcune mie riflessioni. Scrivevo parecchio al periodo (tra il 2011 e il 2012), forse anche troppo e ora che sto aggiornando il sito mi rendo conto che la scrittura non era delle migliori, ma volendo e dovendo recuperare abbastanza celermente le pagine sto facendo un copia/incolla e quindi riporto esattamente come erano le pagine…scusate :-)”

 

RIFLESSIONE DEL GIORNO (20/08/2012)

L’ Industria in Sardegna e la negazione della dignità umana

Si proprio così a mio modo di vedere grazie all’ industria in Sardegna molti operai sono costretti a non avere più la loro dignità. Sono delle riflessioni a cui sono giunto dopo svariato tempo, ed in particolare in quest’ ultimo anno. Quasi da sempre comunque convinto che l’ industria pesante in Sardegna sia come un carro armato all’ interno de un negozio di articoli di cristallo….c’ azzecca proprio nulla!

Con l’ industrializzazione della Sardegna a mio modesto avviso si è contribuito a snaturare l’ isola e le sue reali inclinazioni che avrebbero potuto fare a meno della chimica e dell’ industria pesante in generale. Cosa di primaria importanza (forse per lo stato italiano) con l’ industrializzazione si sono create sacche di voti, ma anche uomini dipendenti e servi del padrone.

Fino agli anni sessanta, in Sardegna, veniva ancora lavorata la terra, sicuramente con fatica e con mezzi non moderni. Quegli agricoltori però avevano molta più dignità degli operai di oggi. Gli operai di ieri (anni sessanta e settanta) sicuramente erano meno timorosi, in quanto comunque la situazione era diversa. Un benessere maggiore, un lavoro che bene o male si riusciva sempre a trovare. Per cui soprattutto negli anni settanta si videro grandi manifestazioni da parte degli operai sardi e italiani in genere, i quali ottennero non pochi risultati e diritti.

Oggi siamo arrivati al paradosso che le persone urlano, invocano il padrone che li faccia lavorare per un misero stipendio, che consente si e no la sopravivenza. Oggi un operaio col solo stipendio non è in grado di costruirsi una casa dove dimorare. Lo stipendio serve solamente alla sopravivenza. Ma noi esseri umani per cosa ci siamo su questa terra?

Per pagare le bollette dell’ energia elettrica, dell’ acqua, del gas, per comprare ogni diavoleria tecnologica? Cioè stiamo arrivando al punto di accettare qualsiasi cosa pur di sopravivere. In pratica ci stanno levando la nostra dignità di esseri umani!

Ma come mai non riusciamo a ribellarci a questa situazione? Come mai siamo così intimoriti? Sinceramente cerco di capirlo ma non mi sovviene nulla in testa. mi sembra di vedere delle persone incapaci di reagire, di unirsi, guardarsi intorno e dire: “oh…ite fachimoso?”. Vedo persone convinte che il lavoro debba venire dall’ esterno, per forza di cose! Dagli investimenti (molto spesso trufaldini) de sos continentales! Persone che aspettano le decisioni degli altri.

E perchè questa situazione di cose? Perchè siamo troppo buoni, senza ambizione, paurosi dell’ incerto. L’ importante per noi e avere un lavoro e vivere senza tante preoccupazioni. E’ da quand’ ero piccolo che mi sento dire “l’ importante e lavorare e tirare il carretto”. E’ questo che vogliamo? Non riusciamo a pensarla un pò più in grande? Non riusciamo a diventare imprenditori di noi stessi? Perchè in Sardegna dobbiamo fare solamente gli schiavi a coloro, che invece rischiando, qualcosina in più si trovano in una posizione di superiorità rispetto a noi.

Vogliamo fare qualche esempio?

– grande industria sotto il controllo de sos continentales, sappiamo con quali risultati!

– grandi hotel sotto il controllo de sos continentales (i sardi quando va bene fanno i camerieri)

– energie rinnovabili sotto il controllo de sos continentales

– sovrintendenza e balle varie sotto i controllo de sos continentales

– qualsiasi genere d’ ufficio i dirigenti sono spesso continentales

– grandi opere pubbliche (ultimamente anche le piccole) a favore delle grandi ditte continentales

– commercio e grandi catene di distribuzione in mano ai francesi, tedeschi e continentales

– la politica? meglio non parlarne!!!

– agricoltura e allevamento? molte ditte sono sarde, è vero, ma sono organizzate e gestite con sistemi medioevali, perchè a qualcuno fa comodo così!

– Vogliamo affrontare il problema delle servitù militari? lasciamo stare anche qui!

Ma allora a noi sardi cosa ci rimane? ce la siamo mai posta questa domanda? Be per noi l’ importante e avere un lavoro fisso e tirare la carretta! Se poi ci ammazza l’ inquinamento, o l’ uranio impoverito….ma chi se ne frega…l’ importante è il lavoro! Quando poi ci negano anche il diritto al lavoro come nel caso dell’ industria ci piangiamo addosso e chiediamo e imploriamo il grande capo che ci tenga ancora al suo servizio!!! Non importa se ci va di mezzo la nostra salute!

Il problema comunque sta anche nella nostra grande, grandissima ignoranza in fatto di inquinamento e cause che ne scaturiscono per la nostra salute! E perchè siamo ignoranti in materia? Perchè nessuno ci dice le conseguenze che possono derivare da un’ inquinamento fuori controllo. Tumori, leucemie (tutte in forte aumento)…vi dicono qualcosa? E anche quando qualcuno cerca di informarci noi nella nostra ignoranza cosa diciamo? Ih..no ada essere gai! (non sarà così)…s’ importante este traballare (l’ importante è lavorare). Questo significa negare noi stessi la nostra dignità di esseri umani, dettata dalla nostra ignoranza! Ignoranza, intesa non come aggettivo offensivo, ma nel vero senso della parola, cioè ignorare le cose, non esserne a conoscenza!

Non dovremmo piangere e sbraitare, per chiedere che queste industrie continuino a laorare inquinando, ancora per qualche anno, con notevoli spese pubbliche (che potrebbero essere invece dirottate per far crescere i sardi), dovremmo chiedere, veramente incazzati e pronti a fare azioni di lotta, alla nostra regione che si desse una mossa per individuare altre prospettive di lavoro che qui in Sardegna non mancano.

Dovremmo capire e cercare prodotti sardi, invece buoni buoni accettiamo i vestiti cinesi, gli alimentari da tutto il resto del mondo, tra l’altro fanno anche schifo!

Qualcuno potrebbe dire…ma che si fa allora? Bella domanda. Io direi che si potrebbero individuare alternative di lavoro all’ industria pesante, e chiedere con forza che siano queste le direttive da seguire sia dalla regione Sardegna e sia dall’ europa. Lo stato italiano non lo prendo in considerazione in quanto non ha interesse a trasformare la Sardegna (forse nessuno ce l’ ha) in una regione ricca e colta, in quanto per poter mantenere la popolazione in una condizione di sottomissione e riccattarla con qualche posto di lavoro, necessariamente le persone devono stare ignoranti e in un continuo bisogno.

Questa condizione di sottomissione, ignoranza e bisogno economico è voluta da tutto l’ apparato politico e soprattutto quello economico. Molti, ingenuamente, potrebbero chiedersi il perchè di questo. perchè il potere a tutti i livelli ha bisogno di mantenere le persone in un continuo stato di bisogno? Cercherò di spiegarvelo, secondo il mio punto di vista nella seguente pagina: perchè il potere ci vuole ignoranti.