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Categoria: Appalti pubblici in Sardegna – News 2005

NEWS APPALTI 2006

26/05/2005 – Esclusione delle imprese aggiudicatarie collegate
È legittima l’esclusione dalla gara d’ appalto delle imprese aggiudicatarie quando emerga un collegamento tra le imprese. Questo è stato stabilito dal Consiglio di Stato, sez. V, con la decisione n. 1644 del 12 aprile 2005.

L’ esclusione è giustificata dal Collegio sulla base della esigenza di garantire il rispetto dei principi di concorrenza, segretezza e par condicio tra i concorrenti che devono presiedere allo svolgimento della procedura concorsuale e che risultano necessariamente pregiudicati nell’ipotesi di connessione delle offerte.

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26/05/2005 – Revisione prezzi per esecuzione anticipata dei lavori
La Corte di Cassazione civile, sez. I, con la sua decisione del 19 aprile 2005 n. 8198, si è espressa sull’ argomento della revisione dei prezzi dei prezzi negli appalti pubblici nell’ipotesi di esecuzione anticipata dei lavori, e più precisamente sul momento cui va riferito, nell’ipotesi in questione, l’accertamento dei maggiori oneri sopportati dall’appaltatore.

L’istituto della revisione prezzi è lo strumento volto a limitare l’alea contrattuale legata all’aumento dei prezzi, dei materiali e della mano d’opera, nello sviluppo del rapporto e dunque, in linea di principio, l’adeguamento del compenso deve essere calcolato con riferimento ai mutamenti dei costi intervenuti al momento della esecuzione dei lavori e dovuti perciò sopportare dall’appaltatore.

La Corte ritiene, però, che nell’ipotesi di esecuzione anticipata dei lavori rispetto ai tempi programmati, la funzione dell’istituto – che è appunto quella di ristabilire l’equilibrio tra prestazione dell’appaltatore e controprestazione del committente adeguando il corrispettivo alle variazioni dei prezzi di mercato quando superino la prevista soglia di alea contrattuale – necessariamente comporta che l’accertamento degli eventuali maggiori oneri sopportati dall’impresa sia attuato con riferimento al momento in cui i lavori siano stati effettivamente eseguiti.

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23/03/2005 – Attività di manutenzione applicata ai lavori pubblici
Il Consiglio di Stato, IV sezione, con sentenza n. 537 del 21 febbraio 2005, ha chiarito che l’attività di manutenzione può essere ricondotta ai lavori pubblici qualora l’attività comporti una modifica della realtà fisica consistente sul piano funzionale e strutturale.

La Corte ritiene corretta la riconducibilità dell’attività ai lavori pubblici per un doppio fattore: sia per la loro prevalenza economica, sia perché costituiscono di fatto l’oggetto principale del contratto, posto che il concetto di “manutenzione” va fatto rientrare negli stessi qualora l’attività dell’appaltatore comporti un’attività prevalente ed essenziale di modificazione della realtà fisica, con l’utilizzazione, la manipolazione e l’installazione di materiali aggiuntivi e sostitutivi non inconsistenti sul piano strutturale e funzionale.

Le considerazioni svolte portano i giudici a concludere che l’appalto preso in esame ha la natura di appalto di lavori pubblici – con conseguente applicazione della normativa di cui alla legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modificazioni e disposizioni attuative – e che non vale a mutare tale conclusione la presenza all’interno dell’appalto di prestazioni di carattere diverso, aventi rilievo quantitativo o funzionale minoritario rispetto alle prestazioni qualificabili come lavori ovvero di natura strumentale rispetto all’attività manutentiva vera e propria.

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14/03/2005 – Risarcimento danno per illegittima esclusione dalla gara d’ appalto

L’impresa che partecipa ad una gara d’ appalto e viene esclusa senza giusta causa da una gara d’appalto deve dimostrare d′aver subito un danno quantificabile economicamente al proprio patrimonio per effetto dell”atto illegittimo della P.A. Questo è il principio espresso dalla IV sezione del Consiglio di Stato con la decisione numero 478 del 15 febbraio 2005.

Tale sentenza è molto importante sia perché ribadisce l’ attuale orientamento del giudice amministrativo in tema di criteri per l’imputabilità delle stazioni appaltanti a fronte di richieste di risarcimento del danno, sia perché vengono delineate le regole per valutare l’errore scusabile e la possibilità di diminuire la responsabilità all’elemento psicologico della colpa grave e del dolo.

Quando l′aggiudicazione della gara d’ appalto si basa su parametri vincolati e matematici, l′azienda esclusa può chiedere un risarcimento pari al mancato utile, che si presuppone pari al 10% del valore dell”appalto, con la possibilità di conseguire anche una somma superiore se dimostra che il margine di utile sarebbe stato maggiore di quello presunto.

Nell”ipotesi in cui la scelta del contraente si basa su apprezzamento tecnico-discrezionale dell”offerta, il problema si complica: il risarcimento del danno, infatti, andrà ridotto in proporzione alle concrete possibilità di vittoria risultanti dagli atti di gara.

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16/02/2005 – incameramento della cauzione provvisoria

È legittimo quanto previsto nel cd. Patto d’integrità, costituito da un insieme di regole che servono a garantire il giusto iter procedurale delle gare d’ appalto, allegate al bando di gara d’ appalto e che fanno parte di questo, che stabilisce l’incameramento della cauzione provvisoria anche al di fuori delle ipotesi disciplinate dagli artt. 10 e 30 della legge n. 109 del 1994. È questo il principio affermato dalla V sezione del Consiglio di Stato con la sentenza n. 343 dell’8 febbraio 2005.

La Corte chiarisce che la disposizione sopra commentata, inserita come ulteriore prescrizione di bandi di gara d’ appalto tra i doveri stabiliti dal Patto d’integrità, sia del tutto legittima, inquadrando la fattispecie nell’ambito dell’autonomia negoziale delle parti. La Corte giustifica la sua tesi non vedendo preclusioni in tal senso nell’ordinamento positivo poiché il Patto d’integrità contiene regole conformi a principi già considerati dall’ordinamento e già assistiti da responsabilità patrimoniale, quale la buona fede e la correttezza nelle trattative contrattuali.

vedi la sentenza

07/02/2005 – Le offerte pervenute tramite corriere vengono escluse
La clausola del bando di gara d’ appalto posta dalle amministrazioni pubbliche per la presentazione delle offerte che prescrive solamente l’ uso del servizio postale è da ritenersi legittima. Pertanto in caso di offerta relativamente ad un bando di gara pervenuta tramite corriere la stessa è da escludere.

Con sentenza del 13 gennaio 2005 n° 82 la quinta sezione del consiglio di stato ha così stabilito.

vedi la sentenza

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